The winner is…

VINCITORE: 339 – PLUG-IN POLI

Federica Curtone – Gessica Moncada – Antonio Rinaldi

PLUG-IN POLI immagina una diversa “abitabilità” degli spazi aperti del Campus di Città Studi, disegnando un paesaggio di manufatti adattabili a diversi usi e a diverse condizioni spaziali.
Quello descritto dal progetto è un campus più accogliente, dove anche gli spazi di transizione, sia interni che esterni, si trasformano in luoghi di “invenzione” di molte possibili azioni. Luoghi che possono essere considerati il virtuale prolungamento verso l’esterno degli spazi di studio e lavoro, o diversamente la semplice aggregazione di elementi utili ad azioni di convivialità o relax.
La componibilità del progetto introduce nello spazio un interessante carattere di modificabilità e reversibilità, mentre la sua duttilità all’uso consente di “abitare” il campus di città studi in maniera immaginifica e partecipata.

 

VINCITORE: 042 – THE SEABLE

Matilde Corsini – Matteo De Bellis – Elena Finazzi

THE SEABLE risolve gli spazi intermedi o interstiziali che spesso sono usati come luoghi di transito o di attesa.
Una lastra continua piegata e ripiegata, disegna l’unico manufatto del progetto, che aggregato ad altri a lui uguali definisce molteplici spazi e altrettanti usi.
Ne deriva un disegno continuo, una linea unica e “infinita”, che riempie lo spazio, lo connota e lo qualifica, lo intreccia e lo ricuce. E non meraviglia pensare che questo filamento a grande scala possa addirittura andare oltre gli usi consueti del sedersi ed appoggiarsi, per trasformarsi in una pedana per sfilare, in un allestimento per mostrare o in un palco-scenico per recitare.

 

VINCITORE: 537 – MINIOns

Filippo De Rosa – Daniele Delgrosso – Miriam Pozzoli

MINIO utilizza architetture di piccola scala per risolvere problemi di grande scala.
Sedersi per lavorare, riporre oggetti, esporre disegni, preparare modelli, discutere attorno a un tavolo, prendere un the o pranzare, sono alcune delle molte azioni che il progetto consente di svolgere. E tutto questo nel vivo degli spazi della scuola, senza disturbare o interferire con gli spazi di lavoro propriamente detti. Minio è un universo oggettuale variamente componibile, vero interfaccia tra uomo e spazio, che abbraccia con destrezza balaustre, ringhiere e corrimani, ricostituendo nuovi scenari per spazi di lavoro e di socialità.